Acqua Kangen – Dott. Francesco Oliviero

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L’importanza del ph alcalino

Un pH alcalino è alla base della vita

Il pH alcalino, come quello del sangue ha bisogno di ossigeno per espellere gli acidi dal corpo

Da millenni si conosce che la Vita è assicurata dall’equilibrio degli opposti, come yin e yang, positivo e negativo, giorno e notte, simpatico e parasimpatico, acido e alcalino, ossidato e ridotto.

Ciascun opposto non può esistere senza l’altro.

Devi sapere che nel nostro organismo è molto importante l’equilibrio acido-alcalino.

Per misurare l’acidità o la basicità di un liquido si utilizza la scala pH (potenziale idrogeno), che riflette la concentrazione degli ioni idrogeno (molecole caricate positivamente) in qualunque sostanza o soluzione; secondo tale scala il pH neutro è 7, quello acido inferiore a 7, quello alcalino superiore.

I cibi saturi di elettroni o ioni idrossido, OH¯, sono alcalini, mentre quelli saturi di ioni idrogeno, protoni o H+, sono acidi.

I cibi alcalini sono pieni di elettroni, cioè di energia elettrochimica, che è l’energia con cui il corpo funziona.

I cibi alcalini forniscono al corpo energia per mezzo degli elettroni, quelli acidi lo privano di energia elettrochimica.

Questo succede anche nelle batterie; quelle alcaline nuove sono piene di energia, in quanto sature di elettroni, mentre le batterie esauste sono state svuotate di elettroni e sono acide, cioè sature di protoni.

Il pH del nostro sangue è 7,365, leggermente alcalino, con un range molto ristretto, che va da 7,35 a 7,45; questo valore ottimale viene mantenuto grazie a sistemi tampone che l’organismo possiede per bilanciare gli alimenti e le bevande acidificanti che introduciamo per nutrirci.

Questi sistemi tampone, specie negli adulti anziani, non sempre riescono a neutralizzare il surplus di acidità, per cui i residui acidi, se non eliminati, provocano uno stato del terreno biologico che prende il nome di acidosi.

Se il pH del sangue va sotto 6,8 e sopra 7,8 le cellule non funzionano più e la persona muore.

La situazione di acidosi è la causa principale o la concausa aggravante del 90% di tutte le malattie.

E’ stato scientificamente dimostrato che le malattie non hanno possibilità di svilupparsi in un ambiente alcalino, mentre prosperano in un terreno acido.

Questo favorisce lo sviluppo delle cellule tumorali e aumenta il livello di stanchezza cronica.

L’acidosi è determinata da diversi fattori, come un alimentazione acidogena, cioè fatta da proteine animali o da cereali come frumento o riso (infatti l’unico cereale alcalinizzante è il miglio), dagli stress emozionali, da una carente espulsione di acidi dagli organi emuntori, che sono la pelle, l’apparato urinario e l’intestino, dalla mancanza di un adeguato esercizio fisico, che fornirebbe l’ossigeno di cui hanno bisogno le nostre cellule e da un’insufficiente assunzione di acqua, che limita fortemente la capacità espulsiva dei reni.

L’acidità rende putridi i nostri corpi, decompone le nostre cellule, tanto è vero che il bambino nasce alcalino, mentre l’anziano muore acido.

Iniziamo ad essere acidi sin da piccoli dallo svezzamento e a creare depositi di acidi nel corpo.

Con gli acidi alimentari e metabolici, che conducono alla trasformazione e alla proliferazione dei microrganismi nei corpi viventi, questo processo è messo in moto prematuramente.

La verità che ci è stata tenuta nascosta è che i sintomi sono solo i segnali di una iperacidità, e ogni malattia è una condizione di acidità generale e di fondo.

Se alcuni germi sono coinvolti, essi sono solo testimoni di questa condizione acida, perché quelli che invadono il corpo dall’esterno possono solo contribuire ad uno stato di squilibrio che viene determinato in modo primario dai germi presenti già nel nostro corpo, che si trovano nel connettivo o tessuto intercellulare.

I germi esterni possono stimolare solo sintomi secondari, mentre quelli interni sono solo l’espressione della condizione di fondo che provoca le malattie, cioè l’iperacidità e la conseguente proliferazione eccessiva ed evolutiva di microrganismi.

Il dott. Robert Young, uno dei massimi esperti al mondo sui temi del pH alcalino, afferma che esiste una sola malattia, e si chiama Acidosi; i 40000 nomi per le cosiddette malattie sono semplicemente una collezione di sintomi, che rappresentano le modalità creative ed intelligenti dell’organismo per tenere l’acido concentrato in alcune aree del corpo meno vitali, lontano dal sangue.

Se tutto questo acido raggiungesse direttamente il sangue, potremmo morire in poche ore!

Ecco i sintomi legati all’iperacidità: sovrappeso, allergie, intolleranze alimentari, stanchezza, vertigini, confusione mentale, disturbi dell’umore, diabete, ipercolesterolemia, osteoporosi, calcoli renali e biliari, impotenza, infertilità, disturbi mestruali, asma, bronchiti, dermatiti, tumori.

Le cause di acidosi sono:

  1. insufficiente apporto di acqua;
  2. insufficiente apporti di nutrienti alcalinizzanti (frutta e verdura cruda);
  3. eccesso di alimenti acidificanti quali proteine animali (carne, formaggi, salumi);
  4. stress e conflitti emozionali legati a pensieri negativi, “acidi”;
  5. vita sedentaria o, al contrario, sport intensivo;
  6. fumo di tabacco, bevande alcoliche, bevande gassate;
  7. carenza di vitamine e sali minerali nella dieta;
  8. farmaci.

I sistemi che abbiamo per contrastare la formazione di acidi nel corpo sono:

  • Incrementare l’ossigenazione. Poiché l’ossigeno è il più potente ed efficace mezzo antiacidità, una migliore ossigenazione si ottiene incrementando la respirazione con l’esercizio fisico.Tutti gli acidi prodotti all’interno del corpo devono combinarsi con l’ossigeno per essere espulsi.
  • Utilizzo delle riserve di aminoacidi (quali cisteina, taurina, glutatione) che vengono immessi nel sangue per tamponare gli acidi con un effetto alcalinizzante. Successivamente questi aggregati vengono espulsi attraverso la sudorazione o tramite le urine.
  • Utilizzo dell’acqua e della saliva come solvente. Oltre il 90% della popolazione è disidratata, non bevendo adeguatamente e assumendo cibi e bevande acidificanti.
  • Espulsione di minerali alcalini, quali calcio, magnesio, potassio e oligoelementi dalle ossa, dai denti e dai muscoli per combinarli con gli acidi, espulsi poi con l’urina.Risulta imperativo il reintegro, per rimpiazzare la riserva alcalina, con integratori rimineralizzanti.
  • Espulsione degli acidi attraverso la pelle, l’urina, le feci e la respirazione.

Un programma efficace si deve focalizzare su:

  1. apertura dei pori della pelle, tramite la sudorazione, per eliminare gli acidi.
  2. bere abbondantemente acqua alcalina e ionizzata, per idratare il corpo e far fuoriuscire l’eccesso di acidi.
  3. pulizia del colon, per eliminare gli acidi stagnanti.
  4. incrementare la respirazione, per eliminare l’anidride carbonica e immettere una maggiore quantità di ossigeno che si aggancerà agli acidi e li spingerà all’esterno del corpo.
  5. depurare il fegato e i reni.
L’acidosi influisce pesantemente sul pH del tuo sangue

 

 

24 risposte a L’importanza del ph alcalino

  • massimo di coste scrive:

    Gentile Dottore, innanzitutto mi preme ringraziarla per questa bella pagina ricca di consigli per la salute! mi chiamo Massimo, ho 43 anni, di professione istruttore informatico e nel tempo libero musicista. Per via di alcuni problemi fisici, (eccesso di renella ai reni ed esofagite) è da un pò che mi sto interessando a questa benedetta storia del PH basico e quindi sto tentando di cambiare alimentazione per cercare di migliorare il mio stato di salute. A parte l’alimentazione, dove sto cercando di fare il minor uso possibile di carne in favore di frutta e verdura, il dubbio era se comprare o meno uno ionizzatore di acqua o bastasse acquistare acqua con un ph superiore al 7 (la rocchetta per esempio, ho controllato io stesso non fidandomi troppo di quanto riportato sull’etichetta ed in effetti detiene un ph alcalino). L’acqua del mio rubinetto, per esempio, ha un valore di PH pari ad 8, ma non sono certo della sua purezza…ho pensato anche di farla analizzare eventualmente! purtroppo ho notato che acque dal ph alcalino hanno un residuo fisso alto, e questo non è il massimo per i miei reni che probabilmente avrebbero necessità di un’acqua a basso residuo fisso…Mi smbra il famoso gioco della copera corta, per coprire la testa si vanno a scoprire i piedi.
    Mi piacerebbe molto avere un suo consiglio, ed in particolare se sia giusto o meno acquistare uno ionizzatore. Ci sono medici e studiosi che affermano addirittura che bere acqua troppo alcalina potrebbe essere pericoloso, perchè si andrebbe ad alterare troppo l’equilibrio del nostro organismo che deve restare ad un valore di ph pari a 7,40. Spero davvero che lei trovi qualche minuto per potermi rispondere.
    Con i migliori saluti.

  • Francesco Oliviero scrive:

    Caro Massimo, il problema delle acque in bottiglia di plastica è che il loro pH, anche se alcalino alla sorgente, si riduce di 2-3 punti dopo settimane o mesi dall’imbottigliamento, quindi si va a bere un’acqua comunque acida. L’acqua del rubinetto è alcalina perchè clorata, e purtroppo il cloro crea i cloroderivati quando entra in contatto con le mucose dell’organismo, e quindi si instaura a lungo andare la cancerogenesi. Pensare che un’acqua alcalina possa danneggiare il pH del sangue, che è 7,365, è pura fantascienza, soprattutto se si pensa ai danni che facciamo al nostro corpo mangiando cibi acidificabnti e bevendo bevande e acqua acida! Questa domenica sarò in provincia di Milano per una conferenza, per info basta chiamarmi al 3664323694. Un caro saluto!
    Francesco Oliviero

  • vittorio monti scrive:

    cè sicuramente ancora tanto da imparare mi accorgo ora piu’ che quarantenne che viviamo nella cultura della non alimentazione, ci ammaliamo per il nutrirci sbagliato, me ne sono accorto sulla mia pelle, anche se sono quasi vegetariano mi son reso conto di diversi errori. le conseguenze che ho ora anche se lievi, sono circolazione sanguinia alle estremità degli arti scarsa, nei mesi freddi ho spesso dita di piedi e mani fredde, caduta di capelli, denti decalcificati, ecc. ecc.
    inizio aa breve un corso di cucinaa macrobiotica per imparare qualcos di buono.

  • Vincenzo scrive:

    Gentile Dott. Oliviero,
    essendomi stata diagnosticata una esofagite da reflusso dopo aver svolto gli esami di routine, tra i quali la gastroscopia, volevo sapere se effettuando una dieta ricca di cibi alcalini potevo attenuare il mio problema. Inoltre, volevo chiederle se come frutta fresca rientrano anche agrumi ed ananas. Nel ringraziarla anticipatamente, le auguro una buona serata.

    • Dott. Francesco Oliviero scrive:

      Si, una dieta ricca di cibi alcalini, magari integrata con un’acqua alcalina tipo la Kangen, fa sicuramente bene per l’esofagite da reflusso.
      Gli agrumi e l’ananas vanno benissimo!
      Dott. Francesco Oliviero

  • Selene scrive:

    Caro Dottore, ho da circa due mesi un’epicondilite al braccio destro, eredità forse di un accesso di tunnel carpale lo scorso inverno.Sono un soggetto di 39 anni, in buona salute, seguo un’alimentazione vegana tendenzialmente crudista,ho un peso ottimale e pratico attività sportiva quotidiana ( yoga, palestra e passeggiate di 4/5 km).Nell’ultimo mese ho anche una sensazione/odore di sangue nelle vie aeree che ho attribuito al raffreddore dovuto alla mia allergia stagionale.Non assumo farmaci e questa mattina mi sono risolta a fare un’esame delle urine che risultano essere molto basiche (8).
    C’e’ qualcosa che dovrebbe preoccuparmi o devo ancora avere pazienza e attendere che i sintomi si estinguano da soli?
    Secondo il medico curante ho un aspetto in buona salute che non desta pensieri.
    Attendo Sua , pertanto la ringrazio e mi congratulo per il Suo sito interessante.

  • Dott. Francesco Oliviero scrive:

    Io credo che sia una memoria antica cristallizzata, relativa a forme-pensiero del passato che si riferiscono a conflitti con la famiglia di origine.

    E’ possibile che abbia dovuto fare “a gomitate” per affermare i propri diritti?.

    In caso positivo, basta prendere consapevolezza del problema, e adottare qualche semplice tecnica di autoguarigione (EFT. Logosintesi, Ho’oponopono. Q.E.) per poter cancellare la memoria in poche ore o giorni.

    Un caro saluto!
    Dott. Francesco Oliviero

    • Tizzi Tedesco scrive:

      Sono anni che soffro di importanti gonfiori addominali,per sentirmi un pò meno gonfia dovrei praticamente digiunare. Svolgo una regolare attività fisica (camminata veloce quotidiana di 1 ora) ma niente da fare,resto magra e con una pancia da sembrare in stato interessante di almeno 4 mesi. Secondo lei è possibile che ci sia uno squilibrio del Ph alcalino? Le faccio notare che non mangio insaccati,non bevo,non fumo e la carne rossa è assente nella mia dieta.
      La ringrazio e le mando un caro saluto
      Tizzi Tedesco

  • Dott. Francesco Oliviero scrive:

    Cara Tizzi, credo che il tuo problema sia legato ad una disbiosi intestinale, che crea fermentazione e gonfiore addominale. Devi ricolonizzare la flora batterica intestinale, eliminare dalla dieta gli alimenti a cui sei intollerante (per almeno 1 mese) e lavorare sugli aspetti emozionale del problema.

    Dott. Francesco Oliviero

  • Mattia Pezzali scrive:

    Sono molto contento di aver letto per la prima volta un articolo così esatto sulla fisiologia umana da parte di un dottore (senz’offesa) spesso troppo accademicamente inquadrati sul medicare piuttosto che essere aperti al guarire..

    La mia domanda è, quali problemi può dare un ph troppo alcalino?
    Ho letto su internet da una fonte molto poco attendibile che provocherebbe il cancro.. cosa impossibile per la natura della malattia stessa (infezione cronicizzata da un abuso di mangiar troppo e sbagliato)..

    E, il corpo, ha dei sistemi tampone per acidificare il sangue troppo alcalino?

    • Dott. Francesco Oliviero scrive:

      Certo, il pH del sangue si mantiene sempre intorno al 7,365, altrimenti ci sarebbe la morte in pochi minuti! I pericoli di un’eccessiva alcalinizzazione, per il tipo di vita che facciamo, sono remoti. Con l’acqua Kangen è impossibile raggiungere valori di pH del sangue alcalini oltre la quota del 7.4, perchè i sistemi tampone intervengono subito. Quindi, tranquillo e …buona acqua!

  • rocco scrive:

    salve dottore sono rocco ho 29 anni da dieci anni pratico culturismo mi piacerebbe adottare questa diteta sul ph alcalino ma cmq vorrei mantenere una certa quota proteica al giorno mi puo aiutare sono alto 167 cm x 67 kili mi puo chiarire lidea sulle proteine perche cmq mi alleno x mettere su massa muscolare. spero di ricevere risposta. grazie.

    • Dott. Francesco Oliviero scrive:

      Devi rispettare la percentuale del 30/70, cioè 30% di alimenti acidificanti (proteine animali, meglio pesce e uova) e 70% di alcalinizzanti (verdure, ortaggi, legumi, miglio, frutta)

  • Valentina De Paoli scrive:

    Salve, volevo chiedere un’informazione: ho preso uno ionizzatore portatile e non stavo bene a calcolare il Ph ogni volta che lo facevo, ma alle volte bevevo l’acqua anche dopo che era stata la notte.
    Credo che non sia vero che se è troppo alcalina non succede nulla, perchè mi è venuta un’esofagite da reflusso, con un senso di soffocamento molto brutto. Ora ho smesso l’utilizzo dell’acqua alcalina e stava passando questa sensazione, ma per curiosità l’ho riprovata e mi è rivenuto istantaneamente il brutto senso di gola gonfia.
    Spero che non cancelli questo commento perchè è giusto che le persone sappiano che si deve esagerare in nessun senso.
    Grazie

    • Dott. Francesco Oliviero scrive:

      Bisognerebbe comprendere qual’era il pH dell’acqua bevuta. Nel range 8,5- 9,5 non è possibile che si possa verificare un’esofagite da reflusso, peraltro causata da un’ernia iatale che non ha nulla a che vedere con l’acqua.

  • SANTEL DARIO scrive:

    Salve
    essendo stato operato per due volte ( a distanza di 7 anni) di calcoli , che a causa di un piccolo ristagno, si formano diirettamente in vescica (formati da acido urico) mi è stato indicato, dopo la seconda operazione e nella speranza di eliminare la terza recidiva, di bere sostanze alcalinizzanti. Mi sono stati indicati il citrato tripotassico o il più conosciuto bicarbonato di sodio per rendere l’urina meno acida così da cercare di impedire la precipitazione dell’acido urico. Il PH fisiologico delle mie urine è intorno al 4.5-5 cosa che sembra facilitare detta precipitazione con conseguente formazione di calcoli. Da qualche tempo ( quattro cinque anni) bevo quindi acqua contenente due cucchiaini di bicarbonato, che ingurgito a piccoli sorsi nel corso della giornata. Al momento, ho 65 anni di età, sembra che le cose vadano bene, anzi godo di una migliore digestione. Qualcuno però mi dice che per reazione il corpo tenderà a reagire acidificndosi o e vero esattamente il contrario visto che le urine in questo modo si mantengono ad un PH nell’intervallo 6-7.
    Essendo stato colpito dalle sue risposte chiare e precise le sarei grato di avere un suo parere.
    Grazie.

    • Dott. Francesco Oliviero scrive:

      Chi dice che per reazione il corpo tenderà a reagire acidificandosi non conosce bene la fisiologia dei sistemi tampone dell’organismo. Peccato, mettere in giro notizie destabilizzanti per le persone crea solo confusione!

  • franca scrive:

    Buongiorno ,gradirei sapere quali altre acque oltre alla Kangen posso bere in caso di irreperibilità della stessa . e se l’acqua del rubinetto di Milano va bene secondo lei .
    grazie

    • Dott. Francesco Oliviero scrive:

      Puoi bere l’acqua di sorgente, facendola analizzare nei Laboratori analisi specializzati.. L’acqua del rubinetto che esce dalla tua abitazione di Milano va anche analizzata.

  • Livio scrive:

    Mi è piaciuto l’articolo e vorrei riferire una piccolissima esperienza personale. Ho 56 anni. Da due mesi seguo una dieta alcalina (solo frutta, verdura, acqua e spremute). Alcuni amici medici dicono che questa dieta è ‘irrazionale’, ‘folle’, completamente a-scientifica e che col tempo può fare molto male..
    anche sul web si trovano spesso affermazioni molto allarmanti se non addirittura terroristiche..
    spesso le notizie a riguardo sono confuse, contraddittorie, ambigue..
    nel mio piccolo io ho notato i seguenti effetti:
    l’indolenzimento lombo-sacrale che da anni quotidianamente mi assillava è scomparso..
    una rigidità articolare alla spalla destra vecchia di 35 anni è quasi scomparsa..
    cosa strana, diversi capelli e peli del corpo, da bianchi che erano, sono tornati scuri..
    una vena varicosa che avevo sulla gamba destra e che mi procurava dolore al semplice sfioramento, è sparita (anche premendo forte ora non sento più alcun dolore)..
    sparito anche un eczema che avevo a livello del coccige..
    un grosso neo, con una crosta scura, che da anni mi si era formato sul fianco sinistro, sta gradualmente scomparendo..
    dormo meglio e il mio umore è decisamente migliorato..
    non so se sono effetti temporanei legati a qualche forma di suggestione.. comunque per adesso mi sento meglio di prima…semmai il pericolo mi sembra un eccessivo dimagrimento…
    vorrei chiedere a Lei se alcuni alimenti o bevande come il vino, il tè, la birra, il pane di segale, il latte, lo yogurth, la quinoa, l’orzo saraceno, lo zucchero di canna, il miele, possono o no definirsi alcalini e rientrare in una dieta di questo tipo…
    grazie

    • Dott. Francesco Oliviero scrive:

      Si, gli effetti di una dieta di questo tipo sono incredibili. Io integrerei con il pane di segale, la quinoa, l’orzo, il grano saaraceno, il miele, il miglio, la stevia, il tè verde, le patate.
      Cordiali saluti!
      Francesco Oliviero

  • anna scrive:

    Buona sera Dr. Oliviero
    Pochi mesi fa, mi hanno riscontrato POLICITEMIA VERA, tutti gli esami eseguiti da allora sono risultati negativi, la dottoressa “ematologa” mi ha riscontrato il ferro abbastanza basso, ed essendo io vegetariana al 80%, mi ha consigliato di introdurre nella mia alimentazione della carne, come prosciutto, fegato…..ecc.
    Con grande fatica ho mangiato il prosciutto, una fetta al giorno, ma informandomi poi l’ho sostituito per altri alimenti con un buon apporto di Vit. B.
    Siccome la Policitemia Vera è una malattia del sangue, le chiedo se c’è la possibilità di capire se l’acidità del sangue possa aver contribuito alla stessa.
    Non so se il mio sangue sia acido o alcalino, però mi farebbe piacere sapere se in un analisi ci sangue comune in qualche sigla viene contemplato, oppure si deve fare una richiesta speciale.
    La ringrazio per qualsiasi utile informazione mi possa fornire.
    Nell’attesa la ringrazio
    Anna

    • Dott. Francesco Oliviero scrive:

      La Policitemia è una patologia da acidosi. Occorre iniziare ad alcalinizzare il connettivo (N.B: non il sangue!) con acqua alcalina e sali alcalinizzanti, oltre che con un’alimentazione alcalina all’80%. Per qualsiasi altra informazione, puo’ consultare “”Il manuale del Ben-Essere”, Nuova Ipsa Editore” .
      Cordiali saluti!
      Francesco Oliviero

  • Linda Mauriello scrive:

    La carne ci uccide e questo più si va avanti e più me ne rendo conto….

    ho 36 anni e sono amante della carne per lo meno fino ad oggi… mi rendo conto che il mio corpo ne è saturo.

    Ho deciso di abolirla dalla mia alimentazione perché vedo che miglioro il mio ph si stabilisce infatti se tocco carne subito mi escono chiazze nel viso e il ph si abbassa.

    Suggerisco tanta frutta tanta verdura tanta acqua alcalina per vivere meglio e più a lungo!

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